Essere incompresi è una scelta degli altri, accettata di buon grado dai geni
Leonardo da Vinci è uno dei personaggi più affascinanti e misteriosi della storia. La sua mente brillante, la sua tendenza a non concludere molte opere, i suoi codici criptici, e le sue intuizioni fuori dal tempo hanno alimentato per secoli un’aura di mistero.
È uno spettacolo di narrazione (non un musical o una piece fortemente corale), in cui la voce e il racconto fanno da guida alla scoperta dell’“altro” Leonardo, meno noto e più umano.
Si ripercorrono i luoghi e le relazioni di Leonardo, dalla nascita alla morte, con attenzione alle sue opere, ai suoi appunti, alle sue idee non concluse.
Lo spettacolo indaga il concetto di “incompiuto” non come difetto, ma come tratto distintivo del suo genio: ciò che non è stato terminato non è un’assenza, ma una tensione, un impulso creativo che non si stabilizza su un risultato definitivo.
Leonardo viene presentato come un uomo “neurodivergente” ante litteram: ossia con modalità mentali che sfuggivano a definizioni semplici, inclini all’ibridazione di arti e scienze, e poco interessate a fissare confini netti tra i campi del sapere.
Viene sottolineata la dicotomia tra intuizione e realizzazione pratico-artigianale: Leonardo è un pensatore che spesso lascia le cose a metà, progetta macchine che mai verranno costruite, accenna alle forme più che portarle a compimento nella materia.
Alcuni dei temi più forti che lo spettacolo solleva:
L’incompiuto come cifra del genio
Si oppone all’idea che “finire” sia sempre virtù; al contrario, la mancata chiusura diventa fonte di energia, potenzialità, spazio aperto.
Il conflitto tra desiderio di totalità e limiti umani
Leonardo è colui che vuole abbracciare tutto (arte, scienza, natura), ma è vincolato alle condizioni concrete del vivere, delle tecniche, del tempo, delle relazioni. Questo crea tensione, frustrazione, e insieme slancio creativo.
L’uomo dietro il mito
L’“uomo fragile e straordinario” che il racconto restituisce è quello che fatica, che si interroga, che a volte non conclude. Non è solo il genio da ammirare, ma anche il personaggio che può mettersi in relazione con le nostre imperfezioni.
Curiosità, multidisciplinarietà, sperimentazione
Il Leonardo che non si limita: è artista, ingegnere, scienziato, anatomista, inventore. Nella sua “incompletezza” c’è una modalità per esplorare territori diversi, per tornare su idee che non erano definitive.
Domanda esistenziale aperta al pubblico
Lo spettatore è invitato a interrogarsi su cosa significhi essere “incompleti” nella propria vita: è un limite da superare o una condizione da valorizzare?













---copia-(3).jpeg)